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“Il Ghost Writer”

In genere io non leggo romanzi thriller. Ne avrò letti un paio in tutta la mia vita, credo. E’ un genere letterario che trova poco spazio tra i miei gusti.

Anzi, altro che un paio, se non erro penso di non averne mai letto uno. Ma la memoria spesso è fragile, quindi potrei averne obliato il ricordo.

Tuttavia, passando di recente davanti a una libreria in Roma, ho visto in vetrina questo libro. “Il Ghost Writer”, lo Scrittore Fantasma. Di cui conoscevo poco e niente, se non il significato del titolo.

Il Ghostwriting è un mondo che mi ha sempre affascinato. Quello degli scrittori fantasma, persone che scrivono discorsi, biografie di personaggi famosi, romanzi, novelle e chi più ne ha più ne metta, il tutto però celando il proprio nome.

Non dietro ad uno pseudonimo, come molti artisti fanno, bensì dietro al nome di un’altra persona realmente esistente, ovviamente consapevole del fatto. Scrivono per altri, scrivono per coloro che poi, di fronte al grande pubblico, passano per essere gli autori dell’opera in questione.

Credete davvero che i calciatori scrivano testi di proprio pugno? John Fitzgerald Kennedy aveva dei ghostwriters, dubito che non li abbiano le stelle che illuminano i nostri stadi e i nostri palcoscenici.

Il lavoro del ghostwriter è dunque quello di lavorare dietro le quinte e, come recita un aforisma interno al romanzo:

Un ghostwriter non può aspirare alla gloria

E così, in quanto amante della scrittura ancora più che della lettura, ho deciso di comprare questo libro di Robert Harris, alla cieca, dopo aver brevemente letto la quarta di copertina (nonostante spesso i commenti di fondo libro lascino il tempo che trovano, poichè quattro righe pubblicitarie non potranno mai sostituire il contenuto di un romanzo o di un saggio).

Il protagonista della storia è un ghostwriter inglese di professione, che si è sempre dedicato a scrivere le autobiografie di celebri personaggi dello sport e dello spettacolo.

Un bravo scrittore, direi, perchè viene da subito contattato per scrivere le memorie di Adam Lang, ex primo ministro britannico (i cui tratti sono decisamente somiglianti al reale Tony Blair, a cui l’autore ammette d’essersi ispirato) alle prese con alcuni problemi di natura politica.

Intorno al ghostwriter si sviluppa una vicenda molto più grande di lui, che ruota intorno alla stesura di questa autobiografia e che vede coinvolti personaggi politici e non, in un mondo che rispecchia in parte quello in cui viviamo attualmente.

La storia è interessante sin da subito, giacchè inizia con la morte di un certo Mike McAra, fedele assistente di Lang a cui era stato inizialmente affidato il compito di scriverne le memorie.

Non vado avanti con la trama, dico solo che è un libro scritto bene, scorrevole, si legge in poco tempo e lascia un bel ricordo. Sebbene ambientato prevalentemente negli States, riporta fedelmente l’ambiente, i ritmi e il clima inglese, da cui provengono quasi tutti i personaggi principali del romanzo.

Harris, per la stesura del racconto, ha analizzando a fondo la figura del ghostwriter professionista, studiando il manuale Ghostwriting, scritto dall’esperto Andrew Crofts, e da cui trae diverse interessanti citazioni sul mestiere dello scrittore fantasma, le quali appaiono all’inizio di ogni capitolo.

Nell’immenso frullato di citazioni e frasi storiche che mi circolano in testa, riporto qui solo una frase di tutto il romanzo, quella in cui mi sono ritrovato al meglio, quella che mi ha coinvolto e mi ha fatto sentire vicino al protagonista:

Tra le tante attività umane quella dello scrivere fornisce, più delle altre, mille scuse per non incominciare: la scrivania è troppo grande, troppo piccola, c’è troppo rumore, c’è troppo silenzio, fa troppo caldo, fa troppo freddo, è troppo presto, è troppo tardi. Con il passare degli anni avevo imparato a ignorare tutte le scuse e a mettermi al lavoro senza tante storie

Il romanzo è stato scritto da Robert Harris nel 2007, l’edizione in mio possesso è un Oscar Mondadori – Bestsellers, pubblicata nell’aprile 2009.

Attualmente, il regista Roman Polanski è al lavoro su un film che, con molta probabilità, uscirà nel 2010, il cui titolo sarà lo stesso dell’opera originale inglese: The Ghost.